In Italia la figura del coordinatore genitoriale ha vissuto un percorso a due velocità: una lunga fase di adozione “spontanea” nei tribunali e, solo di recente, una formalizzazione normativa. La nascita ufficiale nel diritto italiano è avvenuta con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia (Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 149), i cui effetti sul processo civile sono scattati operativamente il 28 febbraio 2023. Con la riforma, il legislatore ha sancito ufficialmente l’ingresso di questo ruolo nell’ordinamento introducendo l’articolo 473-bis.26 del Codice di Procedura Civile, definendolo come “esperto nella coordinazione genitoriale”.
Il testo normativo e le successive prassi di attuazione chiariscono che non si tratta di una professione improvvisata. Il ruolo viene affidato a figure dotate di specifiche competenze interdisciplinari, tipicamente:

  • Psicologi o psicoterapeuti
  • Avvocati familiaristi con formazione specifica
  • Assistenti sociali
  • Mediatori familiari accreditati

Tutti devono aver integrato il proprio background con percorsi di formazione specialistica focalizzati sulla gestione dei conflitti cronici e sull’impatto del divorzio sui minori.

Sempre più spesso i giudici raccomandano la nomina di un coordinatore genitoriale nelle separazioni conflittuali.

Ne è esempio la sentenza della Corte d’appello di Milano, n. 665 del 10 marzo 2025

Immagine di Avv. Nunzio Costa

Avv. Nunzio Costa

Responsabile Scientifico Italia Concilia srl

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